Da adulti responsabili si può votare chiunque si ritenga opportuno.
Ma da adulti responsabili ci si fa carico delle conseguenze delle proprie scelte.
Se al termine di tutto questo mal di pancia elettorale con ittero da talk show compreso ci toccherà un altro quinquennio berlusconiano o tragicamente destabilizzato da compravendite parlamentari, populistici refrain e inossidabile presenza televisiva, sapremo ringraziare anche chi domani farà il difficile (o dovremmo dire choosy?) almanaccando tra sinistrorse controcorrenti dipietroproletarie ("io sono più a sinistra di te") e popolargrillisti del son tutti uguali. E meno male che a febbraio non c'è da andare al mare...
Avviso ai naviganti: il problema non sono le idee di Grillo, Di Pietro, Ingroia, Diliberto, Ferrero ecc... Il problema è il rifiuto, in cambio di visibilità, di portare le idee all'interno di un ampio schieramento in cui metterle in gioco e confrontarle con altri per una comune visione di società. Chi non apprezza la scelta di un Vendola o di un Tabacci, non ha chiaro questo: quanto è necessario ora unire gli sforzi per un'idea condivisa di società invece di separarsi sul merito delle decisioni di governo o peggio della visibilità mediatica o del potere personale.
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